LOVISA: “CON IOPGROUP UN OTTIMO RAPPORTO, COINVOLGEREMO SEMPRE DI PIU’ GLI SPONSOR”

LOVISA: “CON IOPGROUP UN OTTIMO RAPPORTO, COINVOLGEREMO SEMPRE DI PIU’ GLI SPONSOR”

IopGroup azienda con sede a Pasian di Prato Udine è orgogliosamente sponsor del Pordenone Calcio, società in continua crescita e ambiziosa come la nostra azienda. Qualche giorno fa abbiamo avuto il piacere e l’onore di fare una piacevole chiacchierata con il presidente neroverde Mauro Lovisa che ci ha parlato non solo di calcio ma anche del rapporto con gli sponsor e dei progetti futuri. Ringraziamo il Pordenone Calcio per la disponibilità, ecco le parole del patron neroverde.

Il suo Pordenone è la grande sorpresa del campionato di Serie B, le chiedo un bilancio della stagione fino a questo momento e quali diventano gli obiettivi dei neroverdi a questo punto?

I bilanci è presto per farli, si fanno alla fine, per quanto riguarda la nostra società il bilancio va fatto a maggio. Per il momento è positivo, è il frutto di un lavoro, di una organizzazione, di una competenza, quindi io sono sorpreso fino ad un certo punto dico la verità, perché credo molto nell’organizzazione, nel lavoro, nella serietà. Secondo me se vedete anche a livelli più alti di noi, una società come l’Atalanta che viene definita sempre come una sorpresa, ha questi risultati grazie al frutto di un lavoro di tanti anni, altre società invece fanno confusione. Se facciamo un pre-bilancio, chiamiamolo così, è sicuramente buono però come dico sempre noi non vogliamo fare una toccata e fuga ma vogliamo restare lassù, proveremo in tutti i modi a restarci, quindi siamo fiduciosi per il futuro e vogliamo rimanere più in alto possibile.”

Dopo la partita di Frosinone lei si è giustamente arrabbiato per alcune decisioni arbitrali diciamo poco convincenti e ha rilasciato delle dichiarazioni significative. Cosa le piace e cosa invece vorrebbe cambiare del calcio italiano?

“Vorrei cambiare tanti dirigenti, tanti nomi del calcio italiano formato da molte persone che oramai hanno fatto il loro tempo, bisogna dar spazio ai giovani, noi abbiamo il responsabile dell’area tecnica più giovane d’Europa nelle due leghe di A e di B, il calcio dovrebbe trovare un cambiamento sotto questo aspetto. Una cosa che non mi piace è che ci sono troppi stranieri, io sono per il made in Italy, tanti stranieri così con le nuove normative in cui fiscalmente si è agevolati è una cosa che non condivido, bisogna lavorare sui nostri vivai come stiamo facendo noi, vedrei bene anche un obbligo di giocatori italiani per ogni società anche se siamo in Europa, tutto quello che volete. La cosa che mi piace invece è che l’Italia è un paese straordinario, bellissimo, fantasioso, trovi splendide realtà. A livello arbitrale quello che credo è che noi siamo sempre in ritardo, la Serie B era stata la prima Lega a inserire la sperimentazione del Var poi i presidenti non hanno voluto votarla e quindi siamo rimasti l’unica Lega di B a non averla a livello europeo. Rimaniamo sempre indietro, bisogna star al passo con i tempi poi gli arbitri bisogna appoggiarli e aiutarli con la tecnologia moderna”.

Qual è il sogno nel cassetto per il suo Pordenone?

“Abbiamo un programma di tre anni per provare a fare questo benedetto salto, noi facciamo programmi sempre così, non vogliamo fare cose strane ma progetti seri. Abbiamo fatto il progetto di tre anni in C, ci siamo andati al quarto anno. L’altro progetto è quello di creare una propria casa, avere un proprio stadio.”

Agli scettici che dicono che a Pordenone va risolta la questione stadio e pubblico, lei cosa risponde?

“Abbiamo una storia molto giovane in questo mondo, siamo al primo anno di B, partiamo da una storia molto corta, stiamo raddoppiando sempre i numeri e quindi sono fiducioso per questo, il bacino del Triveneto, parlo di Conegliano, Treviso, Portogruaro non è che dia molto a livello professionistico e lì dobbiamo noi essere bravi a creare questa struttura, questo stadio perché se fai bene, lavori bene, se sei serio poi la gente ti viene a vedere. E’ un percorso di crescita anche questo, non si inventa niente, serve una crescita costante e si arriverà. La prossima generazione capirà cosa vuol dire il calcio, questa sta uscendo, ci vogliono anni per costruire, non abbiamo storia calcistica a Pordenone, questa è la verità.”

Qual è il suo rapporto con la famiglia Pozzo e cosa direbbe a quella parte di tifosi friulani che criticano la gestione societaria?

“Con i Pozzo ho un rapporto bellissimo, a parte i top club ditemi un’altra città con cento mila abitanti che ha una società da 25 anni in serie A, quindi non si può criticare i Pozzo. Certo, l’Udinese aveva abituato troppo bene i propri sostenitori. Bisogna ricordarsi sempre che non è facile gestire una squadra di calcio, il calcio è molto complicato, non è così semplice, tutti vogliono vincere, ci sono troppi interessi economici. Ho grande rispetto per il patron, che è una persona squisita, ho buoni rapporti anche con i figli e con la signora Pozzo, li devo solo ringraziare perché ci fanno giocare in uno stadio bellissimo, dove noi tra l’altro abbiamo fatto un sacco di punti, l’ambiente è giusto, ci ha portato visibilità quindi io devo solo ringraziarli, ho grande rispetto per la famiglia. Se lo tengano stretto un presidente come Pozzo che vuole bene all’Udinese.”

Qual è la prima cosa che farebbe se il Pordenone riuscisse ad andare in Serie A?

“Uscirei subito con una mia dichiarazione, un articolo molto serio da pubblicare su tutti i giornali nazionali. Questa è la prima cosa che farei, con una eco nazionale importante.”

Qual è la più grande soddisfazione che ha avuto da presidente e quale invece la delusione?

“La delusione l’ho avuta nell’unica volta nella mia carriera che sono retrocesso sia come giocatore che come presidente in quell’anno della prima C unica che poi abbiamo fatto la domanda di ripescaggio, la più grande soddisfazione da presidente naturalmente è essere andati in B e a Milano (Inter-Pordenone Coppa Italia ndr) che credo abbia rappresentato il lancio e tanta visibilità per noi mentre a livello personale la più grande soddisfazione è vedere mio figlio Matteo che sta lavorando con logica insieme a Tesser, sono molto orgoglioso che un ragazzo di 23 anni lavori con un mister di 61 e ci sia questa sintonia, questo rispetto di entrambi e per un genitore a livello personale è una bella soddisfazione. Poi c’è l’altro mio figlio Alessandro che gioca con la Fiorentina e sono orgoglioso anche di questo, è un giocatore che se non farà stupidaggini avrà un bel futuro davanti a sé.”

Lei considererà naturalmente tutti i suoi giocatori allo stesso livello, ma c’è un suo calciatore che non finisce mai di stupirla?

“Stefani: il nostro capitano che è da quattro stagioni con noi e devo dire che anche se quest’anno gioca meno sta dimostrando di avere un’intelligenza e una capacità di tenere il gruppo in modo straordinario, ed è fondamentale sia come uomo che come giocatore. Poi chiaramente De Agostini che a 37 anni ha ancora una voglia e un entusiasmo che per me sono motivo d’orgoglio, nonostante non avesse mai fatto serie B, poi è friulano ed è un esempio per tutti. Sta disputando un campionato straordinario, quindi come entusiasmo, come trascinatore è un vero esempio.”

Qual è il suo rapporto con gli sponsor, in particolare con noi di Iopgroup che come il suo Pordenone siamo ambiziosi e in continua crescita ?

“Il rapporto è ottimo, è qualcosa di importante,  cresce sempre di più, adesso faremo un network con le nostre aziende, siamo sempre molto attenti ai nostri partners. Ringrazio naturalmente chi ci dà fiducia e vi posso dire che nei prossimi anni i nostri partners troveranno soddisfazioni anche a livello commerciale perché non basta mettere la pubblicità noi vogliamo che l’azienda poi trovi soddisfazione, che gli investimenti fatti abbiano un ritorno e faremo delle iniziative specifiche. Vogliamo coinvolgere sempre di più i nostri sponsor, organizzeremo degli incontri per parlare delle varie aziende, partners fedeli che ci sono sempre vicino e che ci hanno accompagnato nella crescita in modo costante e duraturo”

Intervista condotta da Massimo Liva