Ufficio, come gestire la pausa pranzo in modo salutare

Ufficio, come gestire la pausa pranzo in modo salutare

Ufficio, come gestire la pausa pranzo in modo salutare

Il pranzo al sacco o lunch box da preparare a casa e portare sul posto di lavoro (fabbrica o ufficio che sia), è sempre un’ottima idea! Così facendo infatti non solo si ha il vantaggio di risparmiare, ma soprattutto ci si può alimentare meglio, in modo più sano e corretto anche se non potete rientrare a casa. Mangiare al bar o in tavola calda tutti i giorni non è una cosa possibile per tutti, sia dal punto di vista economico che da quello salutare. Ogni tanto è anche bene concedersi un piatto caldo, soprattutto nel periodo invernale, ma attenzione a scegliere ricette semplici e senza troppi condimenti.

Ogni giorno circa 12 milioni di italiani mangiano fuori casa nella loro pausa pranzo al lavoro: il 33% dispone della mensa aziendale, il 14% si siede al ristorante e altrettanti mangiano al bar, e il 25 si porta il pranzo da casa, con la cosiddetta lunch box.

Prima ancora che pensare a cosa mangiare è importante imparare come fare la pausa pranzo al lavoro: può bastare anche un quarto d’ora per riuscire a staccare tra gli impegni della mattina e quelli del pomeriggio, ma è essenziale fare almeno un quarto d’ora di pausa, evitando di fare una tirata unica con gli impegni. Il solo fatto di mangiare stimola il rilascio di endorfine, gli ormoni del buonumore, e allora no al pasto davanti al computer o al telefono: sarebbe importante riuscire a ricreare la vera atmosfera di un pasto a tavola, anche se non si dispone della mensa o non si va al ristorante.

La pausa pranzo dovrebbe fornire circa 600/700 Kcal, che sono più o meno 1/3 del fabbisogno quotidiano di una persona di media corporatura e che non esegue lavori faticosi o particolarmente fisici. Chi fa un lavoro sedentario è spesso in lotta con l’ago della bilancia: le calorie bruciate durante il giorno sono poche e bisogna tenerne conto nella formulazione della dieta.

Chi è convinto di restare in forma, o addirittura di dimagrire, mangiando solo un’insalata a pranzo e un pasto ricco e abbondante la sera, sbaglia di grosso.

Le “insalatone” sono diventate di moda, specie tra gli adulti che, per esigenze di lavoro, mangiano al bar almeno cinque pasti la settimana. Tuttavia, in questo modo si fanno degli errori di base. L’insalata, per il suo valore nutrizionale e il contenuto in fibre, dovrebbe essere solo vegetale (e non più di 100 grammi), condita con un cucchiaio d’olio, poco sale e qualche goccia di aceto o limone e far parte di un pasto completo come contorno a un secondo. Invece le insalate miste che vanno per la maggiore oggi, di solito sono troppo condite, sono ricche di formaggio, tonno, uova sode e salse a base di uova. Un vero inganno dietetico se si pensa che un’insalata di questo tipo equivale a un pasto di 500-600 kcalorie (kcal), ma non bilanciato, anzi decisamente troppo ricco di grassi e proteine di natura animale.

Molto meglio un buon primo a pranzo, per esempio pasta (80 grammi) al pomodoro e basilico, magari preceduto da una verdura bollita. Chi è costretto al panino imbottito o al massimo può optare per una pizza è bene che scelga tra  un panino con arrosto di tacchino e insalata più un cucchiaio di olio e succo di limone, un panino  con mozzarella e pomodoro con poco olio e un pizzico di origano, panino  con prosciutto cotto o crudo privati del grasso, panino  con verdure grigliate, una goccia di olio, un pizzico di erbe aromatiche a piacere e un cucchiaio di ricotta magra.

 

E per gli amanti della pizza, infine: una pizza margherita intera tonda (totale circa 280 grammi) può arrivare anche a 600 – 700 kcal. E può andare bene per un pasto solo la settimana.

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